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06/11/2019 Approfondimenti0

L’implantologia è una tecnica odontoiatrica che permette di sostituire i denti mancanti con radici artificiali inserite nell’osso (impianti), ricostruendone l’aspetto naturale.

Gli impianti dentali possono essere utilizzati per sostituire denti singoli, gruppi di denti oppure l’intera arcata dentale senza bisogno di sostegno da parte dei denti vicini, con il vantaggio di riacquistare in breve tempo una dentatura fissa, esteticamente gradevole e perfettamente funzionante.

Gli impianti dentali sono costituiti da Titanio, un metallo bioinerte che a contatto con l’osso non provoca reazioni di “rigetto”, ove sussistano le condizioni, ci si avvale della tecnica “a carico immediato”, che permette di posizionare gli impianti e fissare i denti entro 24 ore, garantendo così l’immediata riabilitazione della dentatura.


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06/11/2019 Approfondimenti0

La gravidanza è un momento della vita di una donna in cui avvengono diverse modificazioni in tutto l’organismo. Alcuni di questi cambiamenti avvengono anche a livello del cavo orale.

I cambiamenti ormonali inducono anche delle modificazioni vascolari ed immunologiche che rendono il cavo orale più suscettibile allo sviluppo di alcune patologie:

  • gengivite gravidica
  • carie
  • parodontite
  • epulide gravidica

sono tra le patologie orali più diffuse in gravidanza.

Il ministero della salute nel 2017 ha emesso le linee guida per la prevenzione odontoiatrica in gravidanza,  pertanto si consiglia di eseguire controlli periodici dall’ odontoiatra, di seguire una dieta varia e ricca di frutta e verdura, limitando l’ eccessivo consumo di zuccheri e di carboidrati al di fuori dei pasti principali e di procedere nell’ effettuare accuratamente per tre volte al giorno le normali manovre d’ igiene orale domiciliari utilizzando  uno  spazzolino a setole morbide  e di fare uso di collutorio senza alcool.  tutti i trattamenti odontoiatrici possono essere eseguiti tra la dodicesima e la ventesima settimana di gestazione. L’igiene orale professionale può essere eseguita in qualsiasi momento della gravidanza.

Le future mamme dovrebbero essere informate sulla prevenzione in odontoiatria pediatrica, che inizia già dalla nascita con la promozione dell’allattamento al seno che consente un corretto sviluppo del palato e il coordinamento tra respirazione, suzione e deglutizione. Si dovrebbe procedere ad effettuare la pulizia della bocca del neonato attraverso l’ausilio di una garza sterile e soluzione fisiologica ed evitare che possano instaurarsi le cosiddette “abitudini viziate ” responsabili delle malocclusioni ovvero la suzione del pollice, del ciuccio, la respirazione orale e la deglutizione atipica.


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19/06/2019 Approfondimenti0

Per capire in cosa consiste la cura canalare può essere di aiuto conoscere l’anatomia del dente. All’interno di esso, al di sotto del bianco smalto e di uno strato di tessuto duro chiamato dentina, c’è un tessuto molle chiamato polpa. La polpa dentaria, contenuta all’interno del dente, contiene arterie, vene. In seguito ad una carie profonda e relativa contaminazione batterica, oppure in seguito ad un trauma, la polpa va incontro ad infezione e infiammazione: è il quadro, clinicamente spesso doloroso, della pulpite.
L’infiammazione acuta o cronica (ovvero più o meno rapida nella sua evoluzione) si può propagare al di fuori dell’apice della radice dentaria e diffondersi all’osso alveolare circostante provocando lesioni definite come ascesso, granuloma o cisti e visibili in radiografia come un’area scura (rarefazione ossea) intorno all’apice della radice.
In questi casi l’indicazione ad un trattamento endodontico è assoluta, essendo l’unica alternativa all’estrazione dell’elemento in questione.
Un’altra indicazione al trattamento endodontico è il rifacimento di una precedente cura endodontica mal eseguita o fallita: il ritrattamento endodontico.

In cosa consiste il trattamento endodontico?

Il trattamento endodontico consiste nella rimozione del tessuto pulpare sia a livello della corona sia a livello delle radici, e nella sostituzione del tessuto rimosso con un’otturazione permanente in guttaperca e cemento canalare, previa adeguata disinfezione e sagomatura dei canali radicolari. Il dente viene quindi restaurato con una otturazione, un intarsio o una corona per proteggerlo da future eventuali scheggiature o fratture. Una volta restaurato, il dente continua nella sua funzione come un qualsiasi altro dente.

 

Farà male?

Durante il trattamento endodontico il dolore è completamente assente grazie all’anestesia locale e anche là dove questa non venga usata (denti con polpa necrotica o ritrattamenti) il dolore intraoperatorio è inesistente. Un indolenzimento, che può essere soggettivamente più o meno lieve, puo’ essere presente  nei due-tre giorni successivi alla cura canalare. Si può ovviare con un qualsiasi analgesico (tachipirina , oky). In rarissimi casi, in radici particolarmente infette, a causa della mobilizzazione ed al passaggio di batteri oltre apice, può svilupparsi un ascesso, ovviamente doloroso; l’insorgenza di queste complicanze non pregiudica il successo della terapia endodontica iniziata. In questi casi è necessario ottenere il drenaggio attraverso i canali: questo si può ovviamente eseguire ritornando per pochi minuti in studio.

 

 

 


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15/04/2019 Approfondimenti0

La carie dentale  è una malattia degenerativa dei tessuti duri del dente (smaltodentina) causata dai batteri, e procede in profondità, fino alla polpa dentale. Appare come una macchia scura che poi andra’ incontro a cavitazione generalmente causata dalla placca batterica adesa alla superficie del dente in condizioni di scarsa igiene orale.   Il sintomo principale è il dolore, che compare però spesso solo quando il processo è sceso molto in profondità, interessando la polpa dentale ( porzione del dente ricca di vasi e nervi ).

Il trattamento prevede l’asportazione del tessuto infetto e la sua sostituzione con materiale adatto, nel caso di coinvolgimento pulpare avanzato, l’asportazione del tessuto pulpare e la sua sostituzione con degli appositi materiali da otturazione canalare (devitalizzazione o terapia endodontica).

L’otturazione del dente è una delle attività che gli odontoiatri svolgono quotidianamente. Il suo obiettivo è quello di eliminare la parte cariata dell’elemento dentale colpito, pulire la zona interessata e infine riempirla con uno specifico materiale che avrà sia finalità protettive che funzionali consentendo il ripristino dell’ elemento dentale danneggiato.

In passato, l’otturazione del dente avveniva tramite l’ausilio di materiali come l’amalgama di argento, mentre in tempi recenti e grazie a più moderne scoperte, finalizzate ad una migliore estetica, si preferisce utilizzare invece il cosiddetto “materiale composito”.

Il principale vantaggio del materiale composito rispetto all’amalgama è essenzialmente il colore, che riproduce fedelmente quello del dente originario. In questo modo, di fatto, l’otturazione del dente non sarà visibile all’apertura della bocca e il dente, alla vista, si presenterà come se fosse naturale e perfettamente integro.

Ovviamente, le otturazioni in materiale composito dovranno rispettare il più possibile il colore naturale e unico del dente.

 

 


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19/02/2019 Approfondimenti0

Lo sbiancamento dentale  è indicato per trattare le discromie dentali che possono manifestarsi nel corso della vita di un individuo. A questo proposito, ricordiamo che tali discromie possono essere superficiali (come quelle causate dall’eccessivo consumo di caffè o dal tabacco), oppure più o meno profonde (come quelle causate dall’assunzione di alcuni tipi di farmaci).

Sbiancamento Professionale

Lo sbiancamento professionale deve essere effettuato in ambulatori dentistici  direttamente dall’odontoiatra.
Quando si parla di sbiancamento professionale, ci si riferisce al cosiddetto bleaching , ossia allo sbiancamento effettuato alla poltrona mediante l’uso di agenti chimici sbiancanti che possono essere attivati o meno da eventuali sorgenti luminose (come avviene, ad esempio, nello sbiancamento con laser). Lo sbiancamento professionale e’ un trattamento sicuro, che puo’ avvolte causare fenomeni d ‘ ipersensibilita transitoria ( svanisce in 48h ). Si consiglia di effettuare questo trattamento massimo due volte l ‘ anno per non sottoporre lo smalto dei denti ad eccessivo contatto con gli agenti chimici. fasi del trattamento :

1) foto iniziali

2) viene identificato il colore dentale di partenza di ogni paziente grazie all’ ausilio di una scala colori

3)si mostra il risultato migliore ottenibile

4) SBIANCAMENTO arcata inferiore, dopo averlo effettuato si fa visualizzare al paziente la differenza cromatica con l’ arcata superiore

5) SBIANCAMENTO arcata superiore

6) foto finali

Questo trattamento e’ sconsigliato ai pazienti che soffrono di ipersensibilita’ dentale.


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12/01/2019 Approfondimenti0

Il  fluoro e’ alla base della prevenzione della carie, il suo utilizzo è supportato da un’ampia letteratura scientifica ed è riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Ministero della salute italiano. Ma che cos’è esattamente? Il fluoro è un minerale che agisce sullo smalto, lo rende più forte e rallenta la formazione della placca batterica.

La carie è una malattia infettiva causata a batteri presenti nella placca che metabolizzano gli zuccheri presenti nel cavo orale, producendo acidi corrosivi nei confronti dello smalto e della sottostante dentina. Il fluoro aiuta a prevenire la carie rallentando la distruzione dello smalto e accelerando il processo di rimineralizzazione.

Come possiamo assumere fluoro nella nostra alimentazione?

Il fluoro è già presente in moltissimi cibi ed è quindi un’ottima idea assumerli per creare una sorta di scorta interna al nostro corpo che poi tornerà utile anche al benessere dei nostri denti. Il fluoro si trova naturalmente nel pesce, nella verdura, nel thè ma, soprattutto, nell’acqua. Detto questo, il fluoro che possiamo assimilare attraverso l’assunzione di questi cibi non può bastare per proteggere adeguatamente i nostri denti dalla carie. Serve quindi un’aggiunta, un aiuto esterno. Per questo motivo, è bene sottoporsi regolarmente e periodicamente alla fluoroprofilassi.

Che cos’è la fluoroprofilassi?

 

 

La fluoroprofilassi è il metodo di somministrazione del fluoro ed esistono due diverse modalità:
1) La fluoroprofilassi topica
2) La fluoroprofilassi sistemica( goccine)

Quali sono i dosaggi i consigliati nei bambini per la fluoroprofilassi sistemica?

  • 6 mesi – 3 anni: 0,25 mg a giorni alterni
  • 3-6 anni: 0,50 mg a giorni alterni
  • 6-9 anni: 1 mg a giorni alterni
  • 4 gocce corrispondono a 0,25 mg di fluoro

Fluoroprofilassi topica

Consiste nell’assunzione tramite dentifrici, collutori e gel al fluoro, della quantità necessaria di fluoro per aiutare i nostri denti a proteggersi dalla carie. Non è quindi prevista alcuna ingestione di sostanze, bensì soltanto il contatto con materie ricche di fluoro.

Studi scientifici hanno dimostrato che il metodo piu’ efficace e’ la somministrazione topica professionale di gel ad alto contenuto di fluoro , da effettuare dopo accurata seduta di igiene orale professionale (rimozione di  tutta la placca batterica e del tartaro dalla superfice dello smalto e successiva applicazione periodica del gel) che si consiglia di effettuare ogni sei mesi sin dai tre anni di ata’. 


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