Demineralizzazione dello smalto

Demineralizzazione-smalto-1200x799.jpg

La demineralizzazione è la prima fonte di indebolimento dello smalto. E’ causata dall’acidità di alimenti e bevande, e molte volte può presentarsi in associazione a microscalfiture della superficie dentaria.

Per demineralizzazione si intende il processo di perdita dei minerali che compongono il dente (sotto forma di ioni), dallo smalto. Essa è generalmente causata da un pH uguale o inferiore a 5.5, che corrisponde al valore di dissoluzione dell’idrossiapatite. Durante il processo lo smalto viene intaccato dagli acidi forti presenti negli alimenti, o anche dall’azione cellulare dei batteri della placca, presenti nel cavo orale che si nutrono dei residui di cibo e di zuccheri, specie quelli raffinati derivati per esempio dai residui di carboidrati.

La perdita di minerali conduce quindi a un indebolimento e assottigliamento dello smalto che, nei casi più gravi, può consumarsi del tutto lasciando esposta la dentina anch’essa soggetta alla demineralizzazione. Questo ha gravi conseguenze sulla salute del dente che con il passare del tempo può subire attacchi nella sua parte vitale, ossia la polpa.

All’opposto della demineralizzazione, la rimineralizzazione comporta il recupero dei minerali che vengono reintegrati alla struttura del dente rinforzando lo smalto, in particolare grazie all’azione della saliva.

Nella nostra bocca questo fenomeno avviene spontaneamente ogni giorno, ma può essere promosso anche da alcuni trattamenti professionali mirati. Infatti, i livelli di rimineralizzazione naturale variano a seconda di diversi fattori (genetici, igienici, alimentari e patologici) e non sempre risultano sufficienti a contrastare ls demineralizzazione e mantenere sano lo smalto.

Per questo in alcuni casi l’intervento professionale diventa fondamentale, indicazioni al paziente per un cambio di abitudini o un approccio terapeutico più incisivo, con prodotti e sostanze specifiche.

Prevenzione

L’alimentazione: la dieta è fondamentale per il controllo del pH orale. Il tipo di cibo e bevande consumati, la frequenza e gli orari di consumo e anche l’abbinamento degli alimenti, oltre alla sensibilità individuale, risultano elementi cruciali. Alimenti a forte contenuto di glucosio, saccarosio e fruttosio, producono acidi che intensificano il processo di demineralizzazione favorendo l’avvio di processi patologici come quello della carie.

L’igiene orale e controlli professionali: anch’essa è fondamentale per liberare il cavo orale dai residui di cibo e per tenere sotto controllo la popolazione batterica e i suoi effetti. Fare controlli frequenti e sedute di igiene orale periodiche è il modo migliore per tenere monitorata la situazione e intervenire tempestivamente. In definitiva:

  • Limita il consumo di bevande acide o zuccherate, come: spremute, succhi, bibite gassate.
  • Limita il consumo di alimenti cariogeni e zuccherini, come: pasta e riso, pane e derivati, dolciumi.
  • Scegli verdure ad alto contenuto di fibre, durante la masticazione stimolano naturalmente la salivazione che neutralizza gli acidi.
  • Mantieni sempre idrata e ben inumidita la bocca, bere molta acqua fa bene anche alla tua bocca.
  • Ricorda di lavare i denti dopo ogni pasto, se hai problemi di smalto utilizza preferibilmente uno spazzolino morbido e un dentifricio al fluoro.

Evita il fumo, è tra i principali nemici di una corretta salivazione e causa di xerostomia (bocca secca).

Copyright © 2019 Dottor Francesco Salerno - P.Iva: 00734250822 - Tutti i diritti riservati - Cookie & Privacy Policy
Powered by PAGINE VERDI - Designed by SERRADIFALCO COMMUNICATION