Patologie delle mucose orali

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Le patologie delle mucose orali, ossia quelle malattie che colpiscono i tessuti molli  della bocca, possono essere molteplici e con differenti sintomi, il più frequente è la presenza di una lesione. Spesso, soprattutto nei casi più gravi, la loro cura è affidata a una equipe medica multidisciplinare con competenze in: odontoiatria, stomatologia, dermatologia e otorinolaringoiatria.
Questo accade perché nel caso delle patologie delle mucose orali il medico che esamina il paziente, in prima battuta sicuramente l’odontoiatra, dovrà fare un’accurata analisi delle lesioni osservate per effettuare una diagnosi precisa della patologia di riferimento.

Il paziente infatti di solito si rivolge al medico con tre domande precise: qual è la patologia di cui è affetto, quali conseguenze potrà avere e come potrà curarla. Per rispondere a queste domande il medico rileva i sintomi, esegue degli esami specifici, fino alla diagnosi e la prescrizione terapeutica.

Quando si tratta di patologie delle mucose orali, la fase della rilevazione dei sintomi rappresenta il primo fondamentale passo per identificare la patologia; deve essere svolta con cura sottoponendo ad un esame dettagliato tutta la mucosa e la cute periorale.

Nella maggior parte dei casi il sintomo più evidente è una lesione presente nella bocca riconoscibile attraverso l’ispezione del cavo orale; nei casi più complessi può essere difficile classificare il tipo di lesione iniziale a causa di uno stadio avanzato della patologia.

Sintomi delle patologie delle mucose orali

Le lesioni attribuibili alle patologie delle mucose orali possono presentare un contenuto liquido (vescicole, bolle). In questo caso si presentano come erosioni o ulcerazioni, spesso si rompono facendo fuoriuscire il liquido. Questa tipologia di lesioni ha breve durata e possono essere considerate di facile guarigione.

Altre tipologie di lesioni possono presentarsi come solide (nodulo, papilloma, polipo) con una superficie liscia o irregolare (verrucose).

Le lesioni possono subire delle modifiche a causa di un’infezione secondaria, allergia o irritazione dovuta a farmaci applicati localmente, trauma meccanico dovuto a morsicatura accidentale o tentativi di lenire il dolore (succhiamento, sfregamento, grattamento).

Nulla deve essere tralasciato nell’analisi della lesione poiché il quadro clinico osservato nel suo insieme può presentare importanti elementi diagnostici.

In base al colore, le lesioni possono essere classificate come:

  • bianche (leucoplachia, candidosi, leucocheratosi);
  • rosse (eritroplachia, eritema, erosione, ulcera, lesione vascolare o emorragica);
  • nere (nevo, melanoma, pigmentazioni);
  • gialle (ghiandola sebacea, cisti linfoepiteliale, tumore a cellule granulose);
  • bluastre (cisti da ritenzione salivare).

Anche la disposizione delle lesioni è importante per definire una diagnosi accurata:

  • le lesioni bianche a reticolo caratterizzano il lichen orale;
  • le vescicole a grappolo l’herpes simplex;
  • le vescicole in linea tra loro sono sintomo dell’herpes zoster;
  • la simmetria delle lesioni potrebbe essere un campanello d’allarme per una patologia sistemica (pemfigo, pemfigoide, psoriasi, lichen ruber planus)

I caratteri di malignità di una lesione sono costituiti dal colore (lesione rossa o variegata), dalla persistenza oltre i 15-20 giorni, dai bordi duri e rialzati, dai mutamenti con aumento di volume e irregolarità della forma. la diagnosi visene sempre accompagnata dall’ esame bioptico dei tessuti orali interessati.

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