Mobilità dentaria

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Solitamente, i denti che si muovono indicano una malattia parodontale.

In condizioni fisiologiche, i denti presentano un certo grado di mobilità nel rispettivo alveolo, grazie alla presenza del parodonto. Il parodonto è l’insieme di tessuti di sostegno dei nostri denti; è formato dalle gengive, dal cemento radicolare, dall’osso alveolare e da una serie di legamenti – detti legamenti parodontali – che ammortizzano i colpi e legano le radici dentali all’osso circostante. Le gengive sono molto importanti per proteggere la parte sottostante del parodonto.

L’infiammazione dei tessuti parodontali (parodontite) è la principale causa patologica dei denti che si muovono. Nella parodontite, in particolare, le gengive perdono il loro attacco ai denti (si scollano e regrediscono a causa di una gengivite cronica) con formazione di tasche parodontali. Con la progressiva perdita di tessuto gengivale, l’infiammazione si estende all’adiacente apparato di supporto, con distruzione del legamento parodontale e dell’osso di supporto adiacente. Di conseguenza, i denti, oltre ad apparire più lunghi, possono diventare mobili. Nelle fasi successive è possibile che si verifichi la migrazione dei denti o addirittura la loro caduta.

Anche un trauma può provocare la perdita del supporto parodontale, quindi i denti diventano mobili. La mobilità dei denti può aumentare anche per cause ormonali, ad esempio durante la gravidanza o per assunzione di contraccettivi orali.

Altre possibili cause di Mobilità dei denti sono:

  • Ascesso gengivale
  • Bruxismo
  • Epulide
  • Menopausa
  • Parodontite
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