La Cura Canalare può far male?

19/06/2019 0
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Per capire in cosa consiste la cura canalare può essere di aiuto conoscere l’anatomia del dente. All’interno di esso, al di sotto del bianco smalto e di uno strato di tessuto duro chiamato dentina, c’è un tessuto molle chiamato polpa. La polpa dentaria, contenuta all’interno del dente, contiene arterie, vene. In seguito ad una carie profonda e relativa contaminazione batterica, oppure in seguito ad un trauma, la polpa va incontro ad infezione e infiammazione: è il quadro, clinicamente spesso doloroso, della pulpite.
L’infiammazione acuta o cronica (ovvero più o meno rapida nella sua evoluzione) si può propagare al di fuori dell’apice della radice dentaria e diffondersi all’osso alveolare circostante provocando lesioni definite come ascesso, granuloma o cisti e visibili in radiografia come un’area scura (rarefazione ossea) intorno all’apice della radice.
In questi casi l’indicazione ad un trattamento endodontico è assoluta, essendo l’unica alternativa all’estrazione dell’elemento in questione.
Un’altra indicazione al trattamento endodontico è il rifacimento di una precedente cura endodontica mal eseguita o fallita: il ritrattamento endodontico.

In cosa consiste il trattamento endodontico?

Il trattamento endodontico consiste nella rimozione del tessuto pulpare sia a livello della corona sia a livello delle radici, e nella sostituzione del tessuto rimosso con un’otturazione permanente in guttaperca e cemento canalare, previa adeguata disinfezione e sagomatura dei canali radicolari. Il dente viene quindi restaurato con una otturazione, un intarsio o una corona per proteggerlo da future eventuali scheggiature o fratture. Una volta restaurato, il dente continua nella sua funzione come un qualsiasi altro dente.

 

Farà male?

Durante il trattamento endodontico il dolore è completamente assente grazie all’anestesia locale e anche là dove questa non venga usata (denti con polpa necrotica o ritrattamenti) il dolore intraoperatorio è inesistente. Un indolenzimento, che può essere soggettivamente più o meno lieve, puo’ essere presente  nei due-tre giorni successivi alla cura canalare. Si può ovviare con un qualsiasi analgesico (tachipirina , oky). In rarissimi casi, in radici particolarmente infette, a causa della mobilizzazione ed al passaggio di batteri oltre apice, può svilupparsi un ascesso, ovviamente doloroso; l’insorgenza di queste complicanze non pregiudica il successo della terapia endodontica iniziata. In questi casi è necessario ottenere il drenaggio attraverso i canali: questo si può ovviamente eseguire ritornando per pochi minuti in studio.

 

 

 


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